Categorie
Emil M Cioran Giovanni Schiavone Gotthold Ephraim Lessing Kali Yuga Paolo di Tarso René Guenon Speculations Zarathustra

Mantra dall’Ovest

  Quanti sono a capo della cosa pubblica – oltre a spartirsi gloria e fama, ricchezza e agevolazioni – devono essere profondamente consapevoli del loro ruolo, scritto nella Tradizione. Il sovrano, in tempi antichi, era illuminato, e in virtù di ciò gli era riconosciuta l’origine divina – non per l’ingenuità di quei popoli.

  La giustizia umana, codificata e ancora in fieri, si pone come mezzo di tutela delle libertà individuali. È senza dubbio evidente che il momento storico che stiamo vivendo non è fatto per Salomone e Zarathustra, ma il decadimento sul quale banchettiamo pare più inverminito che nella visione del Kali Yuga.

  Che la legge degli uomini possa anelare a plasmarsi sulla legge di dio è, per la natura stessa d’un siffatto anelito, velleitario. «Lo sviluppo di ogni manifestazione implica necessariamente un allontanamento sempre maggiore dal principio da cui essa procede»[1]. Non solo la sapienza umana e di quaggiù è una sapienza per speculum in aenigmate[2], ma ogni attività umana non è che un’organizzazione simbolica dell’energia cosmica, esprimente la volontà dell’Assoluto. E le strutture sociali, dalle quali attualmente non è dato rifuggire – nel bene e nel male –, dovrebbero assecondare l’eco dolce e misteriosa del volere cosmico. Nessuno pretende che si possa arrivare a più di questo, giacché, come scrisse Lessing: «Se Dio tenesse chiusa nella sua destra tutta la verità, e nella sinistra il solo impulso eternamente vivo verso la verità, sia pure con il corollario d’un eterno errore, e mi dicesse: “Scegli!”, io sceglierei umilmente la sinistra, e direi: “Dammela, padre! La pura verità, infatti, è soltanto per te!”»[3]Ma è comunque compito dell’uomo lottare strenuamente per avvicinarsi a essa.

  Nondimeno, ogni cosa è rovesciata. Del dio capovolto udiamo la voce al contrario, e questo è il mantra d’Occidente. «Il ruolo dei periodi di declino è di mettere a nudo una civiltà, di smascherarla, di spogliarla delle sue seduzioni e dell’arroganza legata alle sue realizzazioni. Essa potrà discernere quanto valeva e vale, e quanto vi era d’illusorio nei suoi sforzi e nelle sue convulsioni»[4].

  Nel corso spasmodico del terzo millennio dalla nascita di Cristo, lo sguardo del mondo è sfocato, scorge appena una superficie e delle ombre – niente di più.

  Noi, invece, abbiamo le iridi vaste.

2004, in Rito Culturale; 2008 in Oliodipietra.


[1] René Guenon, La crisi del mondo moderno.

[2] Paolo di Tarso, Prima lettera ai Corinzi.

[3] Gotthold Ephraim Lessing, Una controreplica.

[4] Emil M Cioran, Squartamento.

***

Oggi, 15 marzo 2020, nel piano della pandemia da Covid-19, m’imbatto per caso in questo testo di sedici anni fa, e rimango senza parole innanzi alla sua attualità.
Ecco perché lo ripropongo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...